26 gennaio 2025 – 3″ domenica t. ord.

Ne 8,2-4a.5-6.8-10 / 1Cor 12,12-30 / Lc 1,1-4; 4,14-21

Oggi si è compiuta questa Scrittura

(1 Cor 12,12)

Nella sinagoga del suo paese, Nazareth, Gesù ci offre un esempio quanto mai convincente di lettura della Parola.

Ciò che la parola di Dio annuncia: “Lo Spirito del Signore è sopra di me, mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione… a rimettere in libertà gli oppressi”, in Gesù si attualizza e si compie.

La Bibbia è il libro di un popolo, è un discorso di Dio agli uomini, un dialogo con Dio da parte di un popolo.

È stato così per il popolo ebreo, disperso e ridotto in schiavitù a Babilonia. Al loro ritorno in patria gli ebrei si ritrovano nel tempio, aprono il libro della parola di Dio: tutti accolgono con commozione e gioia quella Parola e, intorno a Dio, si ricompone un popolo.

Questo è pure avvenuto per i cristiani. “Erano assidui alla predicazione degli apostoli”, e sono così diventati una comunità che si voleva bene e amava gli altri, come Gesù aveva loro insegnato: erano così divenuti un cuor solo e un’anima sola.

Così succederà pure per tutte le religioni e per le chiese di denominazioni diverse, se, conoscendosi, stimandosi, ed amandosi, si ricomporranno in unità.

Tutti insieme allora contribuiremo a realizzare la preghiera di Gesù: “Padre, che tutti siano uno, perché il mondo creda”. È quanto san Paolo afferma nella Lettera ai Corinzi, descrivendo l’armonia delle membra che formano un solo corpo

“Dio, – diceva Teilhard de Chardin – sogna grandi cose per l’uomo”.

È la speranza di tutti noi.

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